EMEREGENZA COVID-19: LAVORATORI E FIOM IMPEGNATI CON ENORME SFORZO PER RESISTERE. LE AZIENDE DEVONO FARE LA LORO PARTE

Il contesto attuale di emergenza sanitaria vede ormai da settimane tutte le nostre strutture territoriali e le nostre delegate e delegati impegnati unitariamente con Fim e Uilm e i loro delegati in una attività eccezionalmente dura e di enorme responsabilità. Senza il fondamentale contributo di RSU ed RLS nel confronto con le aziende per l’applicazione del protocollo per la sicurezza del 14 marzo, senza il lavoro senza sosta di decine di compagne e compagni delle strutture territoriali per definire migliaia di accordi di cassa integrazione nell’industria e sospensioni nell’artigianato, il ruolo della Fiom sarebbe stato certamente marginale. A loro va un sincero e sentito ringraziamento. A loro va riconosciuto di avere un ruolo fondamentale: fare vivere nei luoghi di lavoro, tra le lavoratrici e lavoratori, il valore ed il significato del “fare sindacato”, tutelando la salute, le condizioni di lavoro ed il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.

E’ presumibile pensare che l’intervento del Governo confermi il fermo produttivo così come definito dal Decreto del 22 marzo ancora per diverse giornate. A tal proposito sarà opportuno che le condizioni concordate tra le parti nelle migliaia di accordi vengano confermati. Le richieste del sindacato relativamente agli anticipi dei trattamenti di cassa integrazione, la maturazione piena dei ratei sono fondamentali per la tutela dei salari e quindi per la tenuta del sistema paese. La precisazione contenuta nella circolare n. 47 dell’Inps rispetto la possibilità di pagamento diretto della cassa integrazione, liberando le aziende dall’anticipo, rischia di arrecare grave danno ai lavoratori. E’ auspicabile che le imprese non vengano meno agli impegni precedentemente contratti e che le loro associazioni, a partire da Confindustria, svolgano un ruolo attivo nel confronto evidenziando gli aspetti di valore di un accordo sindacale che non può prescindere dal requisito dell’anticipo del trattamento. Anche il riconoscimento dei ratei risulta essere fondamentale. Le decurtazioni al salario sono molto significative in cassa integrazione: garantire almeno la piena maturazione della 13^ mensilità è opportuno per provare a ridare un po’ di fiato alle famiglie e quindi deve essere un atto di responsabilità delle imprese. In riferimento poi a ferie e permessi non si deve dimenticare che, soprattutto, all’inizio di questa fase emergenziale molte aziende hanno teso a sospendere dal lavoro lavoratrici e lavoratori utilizzando le loro ferie. Usciti dal tunnel sarà necessario che tutti abbiano ancora una dote di ferie per il “… recupero delle energie psico-fisiche e di cura delle relazioni affettive e sociali…” certamente non avuto nel corso della quarantena forzata.

Il sistema delle imprese dovrebbe aprire ad un confronto alto con il Governo e con l’Europa per rivendicare le giuste ed opportune misure economiche e strategiche per

ripartire al termine dell’emergenza. Non sarebbe accettabile invece il tentativo di scaricare su lavoratrici e lavoratori il peso della mancata volontà di affrontare il tema alla radice.

Dopo i 6 miliardi di euro di risorse pubbliche degli anni passati per gli investimenti agevolati dall’iper-ammortamento (l’80% del totale rappresentato dagli investimenti delle aziende metalmeccaniche) finalizzati all’innovazione, le continue richieste in relazione alla necessità di alimentare la liquidità delle imprese, avanzate anche dal Presidente di Confindustria Boccia, risultano incomprensibili. I dati tratti dai bilanci del 2018 (gli ultimi a disposizione) evidenziano un livello di liquidità importante per le aziende nel paese. Una ricerca infatti portata avanti dalla Fondazione Sabattini dimostra come le aziende manifatturiere in Italia abbiano una liquidità complessiva di oltre 58 miliardi di euro, considerando la liquidità immediata. Il dato circoscritto alle sole aziende metalmeccaniche dell’Emilia Romagna è sicuramente di rilievo attestandosi sui 3 miliardi e 300 milioni di euro di liquidità immediata.

Le richieste che la Fiom avanza nei confronti con le aziende per gli esami congiunti delle casse integrazioni sono certamente richieste responsabili e tendenti a tutelare lavoratrici e lavoratori e sono confortate, nella loro legittimità, da dati economici oggettivi dimostrati dai bilanci aziendali.

Il confronto continuo di queste settimane tra OO.SS., delegate e delegati con le imprese per ricercare soluzioni di salvaguardia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dovrà essere mantenuto anche in vista della ripresa produttiva nei tempi che saranno determinati dal Governo. Le pressioni agite dalle aziende in questi giorni per proseguire nelle attività dichiarandolo alle rispettive Prefetture, in molti casi rappresentano delle inaudite forzature. Se, come sembra opportuno, il fermo produttivo verrà prorogato, sarà necessario un approccio più responsabile da parte delle imprese. Una vera ed effettiva ripartenza, che vedrà impegnati tutti i lavoratori e la Fiom al loro fianco, sarà praticabile esclusivamente quando l’emergenza sanitaria sarà superata e solo se e dove saranno state messe in pratica le azioni previste dal Protocollo per la sicurezza. Ripartenza, tra l’altro, che dovrà essere messa in campo con la stessa forza lavoro attuale. Il blocco dei licenziamenti deve essere considerato dalle aziende un vincolo.

Tutti siamo impegnati per salvaguardare il lavoro e le aziende: il primo passo è quello di garantire l’assoluta sicurezza di lavoratrici e lavoratori anche attraverso l’attuale fase di fermo produttivo.

Bologna, 1 aprile 2020

Samuele Lodi Segretario Generale Fiom Emilia Romagna

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